Condizionamento
Il fine per cui viene costruito un impianto di climatizzazione è di creare le condizioni di benessere per gli occupanti di un certo spazio, ma la sensazione di benessere è un fatto assolutamente personale e cambia da persona a persona, a seconda di condizioni oggettive come i vestiti (leggeri o pesanti), del tipo di attività (lavoro sedentario o pesante), delle condizioni psicofisiche (agitato o rilassato).
  • Come dare una risposta a così tante e diverse esigenze?
Si è deciso di fare un approccio di tipo statistico, ossia definire quelle condizioni di benessere in cui la maggioranza delle persone coinvolte dichiara di sentirsi a proprio agio.
Sono state fatte moltissime prove utilizzando persone di diverso sesso, età, ecc. e registrando le loro dichiarazioni in diverse condizioni; è emerso che la maggior parte di esse afferma di sentirsi a proprio agio, anche a seconda dei vestiti indossati (leggeri o pesanti), nel seguente intervallo:

Dunque se almeno l'80% delle persone che sono in un locale dichiarano di sentirsi in condizioni di benessere, le condizioni sono accettabili secondo quanto previsto dalle normative internazionali.
Non si è parlato, nelle condizioni di benessere sopra descritte, del rumore anche se questo è un elemento sempre più considerato dagli utenti degli impianti di climatizzazione. Il rumore comunque creato all'interno del locale climatizzato non costituisce un problema per l'utente, ma in qualche caso possono sorgere dei problemi per le unità esterne.
Ulteriore elemento di rilevante importanza nelle condizioni di benessere è la qualità dell'aria che costituisce da qualche tempo oggetto di forte attenzione da parte del pubblico.

Ecco perché nasce l'esigenza di una migliore qualità dell'aria negli ambienti in cui viviamo, determinata dalla migliore purezza dell'aria con opportuna filtrazione.

Alcuni prodotti della vasta gamma di climatizzatori che offre il mercato sono dotati, oltre che del filtro standard ad ampia superficie, del filtro a carboni attivi per assorbire gli odori e trattenere le particelle di impurità e del filtro elettrostatico passivo per l'eliminazione dei pollini e dei batteri.

A chiusura di questi brevissimi cenni sulle condizioni di benessere è importante ricordare che al di la delle condizioni formali sancite dalle norme, un impianto di climatizzazione viene acquistato dal Cliente per incrementare il proprio benessere. E' fondamentale quindi capire e scoprire quali siano la sue esigenze e le sue aspettative per esaudirle.



Funzionamento e composizione

(A lato)Schema di una pompa di calore
  • Condensatore (lato caldo)
  • Valvola di espansione
  • Evaporatore (lato freddo)
  • Compressore

Solitamente questo tipo di macchina usa uno dei tipi di ciclo termodinamico.
Il primo che utilizzò la trasformazione di un gas nei suoi passaggi di stato per ottenere il freddo e/o il caldo fu Willis Carrier negli Stati Uniti nel 1911. Famosa fu la sua frase: dobbiamo spostare il calore da dove dà fastidio a dove non lo dà.

Il condizionatore nella sua forma classica è costituito da quattro parti fondamentali:
  • Il compressore
  • Il condensatore
  • l'evaporante
  • l'organo di laminazione

A completare il condizionatore, oltre a queste parti vi è il gas che ha la funzione di fluido termovettore.
I gas più utilizzati sono:
  • R12 Condizionatori industriali (ormai fuori legge)
  • R22 Condizionatori civili e terziario (ormai fuori legge)
  • R407c Condizionatori civili e terziario
  • R410a Condizionatori civili e terziario

Vi sono poi una serie di componenti ed accessori che servono a completare il funzionamento del sistema come: valvole, pressostati, ventilatori, telecomando, sonde, schede elettroniche etc.
Negli impieghi civili comune è la configurazione che presenta due unità separate, una esterna ospitante il motore del condizionatore caratterizzata dalla ventola radiale, ed una interna, lo split, che provvede a mettere in circolo l'aria (condizionata o meno), distribuendola nei locali attraverso un'apposita feritoia.

Storia

La storia del condizionatore inizia negli Stati Uniti, intorno al 1911, quando Willis Carrier fu il primo a sfruttare ed impiegare la trasformazione dei gas che avviene nei passaggi di stato, ottenendo sia il freddo che il caldo.
Carrier lavorava come ingegnere in una compagnia che forniva impianti industriali. Dopo un anno di lavoro gli venne affidato il compito di risolvere il problema del controllo dell’umidità nell’aria in una tipografia di Brooklin, dove la carta era inutilizzabile a causa dell'eccessiva umidità nell'aria.
Di solito per risolvere questo problema veniva aumentata la velocità dell’aria, o si apriva qualche finestra per contrastare l'umidità con una corrente opposta. L'umidità era anche un grave problema in termini di produttività perché portava ad un'interruzione dell'attività degli operai e quindi del lavoro.
Carrier completò il primo progetto di un impianto di condizionamento dell’aria il 17 Luglio del 1902: il suo impianto è più o meno simile agli impianti che troviamo in commercio oggi.
Il termine “aria condizionata” risale invece a Stuart W. Cramer, che si interessò come Carrier allo studio dell’umidità e del condizionamento dell’aria. Da allora questi impianti vennero installati più o meno ovunque.

Tipologie

I condizionatori si dividono in due grandi famiglie.
  • SOLO FREDDO
  • POMPA DI CALORE.
La differenza sostanziale è che quelli a pompa di calore oltre a raffrescare in estate, in inverno possono anche riscaldare invertendo il ciclo di funzionamento.


Un'ulteriore distinzione molto importante è quella relativa alla loro alimentazione e al loro funzionamento.
Ci sono due grandi famiglie.
  • ON-OFF
  • INVERTER
La differenza sostanziale tra le due tecnologie è la seguente: quella ON-OFF è molto semplice, (costa meno) ed ha un consumo elevato perché quando si accende va subito alla massima potenza a prescindere da quanta ne serva effettivamente, quella ad INVERTER invece ha una tecnologia detta modulante.
Significa che durante il funzionamento, diminuisce la potenza necessaria in funzione del raffreddamento ottenuto man mano fino ad arrivare al minimo necessario al mantenimento della temperatura impostata, tutto questo con un notevole risparmio energetico.
Se il condizionatore viene fatto funzionare per molte ore, per esempio di notte, è economicamente conveniente il modello inverter, in caso contrario il maggior costo rispetto al modello on-off non viene ammortizzato, poiché la funzione modulante interviene dopo almeno 2-3 ore dalla prima accensione.



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